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parole ruvide, pensieri morbidi

I sì che aiutano a crescere

L’urna ci aspetta domenica e lunedì per rispondere a 5 quesiti fondamentali che possono un poco raddrizzare un’epoca dove il liberismo sembra debordare da ogni anfratto.

Con cinque semplici crocette su altrettanti sì, è possibile mettere il classico granello nell’ingranaggio e rallentare quel vortice di turbo capitalismo che negli ultimi anni ha spazzato via diritti, garanzie, tutele e umanità.

Il lavoro precario è vita precaria. L’incertezza del futuro è la negazione stessa del futuro. Costruire richiede un minimo di basi solide, un terreno sotto i piedi, un perimetro garantito entro cui sviluppare un proprio progetto.

Questa esigenza elementare, basilare, umana, per troppo tempo è stata calpestata, negata, spesso anche ridicolizzata. Anche da chi si dichiarava “progressista”, da chi diceva di guardare al futuro. Anzi, è stato proprio il demolitore da Rignano sull’Arno, alla guida del Pd, che ha introdotto la precarizzazione più selvaggia, lasciando senza tutele reali chi era più a rischio.

Per questo il sì che consente il ripristino dell’art. 18 è sacrosanto. Così come lo sono i quesiti sulla tutela del lavoro e sul controllo stringente dei subappalti. Un insieme di misure che mettono un freno a una giungla senza regole e senza diritti.

C’è poi il quinto quesito, dove il sì è, se possibile, ancora più convinto. La vergogna di ragazze e ragazzi nati, vissuti, cresciuti in Italia che si vedono ancora negare il diritto elementare della cittadinanza è indecente. Aspettare 10 anni una cittadinanza mentre si lavora in Italia, si pagano le tasse e i contributi in Italia è vergognoso. Chi nega la cittadinanza a queste persone contribuisce direttamente ad allargare la zona grigia della clandestinità, impedendo una regolarizzazione che andrebbe a beneficio di tutti, compresi gli italiani purosangue da mille generazioni.

Non amo i confini, non amo le frontiere, non capisco perché un diritto dovuto sostanzialmente al caso (nascere in un posto anziché in un altro) debba essere così difficile da conseguire. Ma, a maggior ragione, i termini debbono essere accorciati e i diritti allargati.